Il bambino impara a sentire


L’udito, come tutti sappiamo, è uno dei cinque sensi, e in quanto tale è una delle porte con cui entriamo in contatto con il mondo. La capacità di sentire si sviluppa a partire dalla vita intrauterina. All’incirca verso il quinto mese di gravidanza infatti il bambino è già in grado di percepire i suoni che provengono dal mondo esterno, quindi la primissima conoscenza di ciò che sta al di fuori dal pancione della mamma è costituita dai suoni e dai rumori. Ciò permette di capire l’importanza di questo meraviglioso organo di senso.

 Diversi studi dimostrano che alla nascita il bambino sembra prediligere, tra tutti i suoni che incontra, quelli del linguaggio, il canto e la musica. Ciò che però maggiormente il neonato riconoscere e ascolta con passione è la voce materna. Sin dai primi mesi il piccolo è in grado di riconoscere la voce della mamma tra tutte le altre e la utilizza per calmarsi poichè si sente protetto.

Appare quindi di fondamentale importanza rivolgersi spesso al proprio bambino, soprattutto nei primissimi mesi di vita quando la sua vista non è ancora del tutto perfettamente sviluppata e quindi il piccolo non è in grado di cogliere alla perfezione, tramite la vista, quello che gli sta attorno, ma soprattutto non è in grado di riconoscerlo perché l’esperienza visiva è ancora troppo immatura.

L’udito invece, si è sviluppato da più tempo e quindi le abilità del neonato in questo senso sono maggiori. Ecco quindi che il bambino sarà maggiormente in grado di riconoscere stimoli uditivi, soprattutto se li ha già percepiti nel periodo di vita intrauterina. È utile comunque che ci si rivolga al bambino tenendo in considerazione tutte le sue possibilità.

 

Il miglior consiglio che si può dare alle neo/future mamme è quello di cominciare sin dalla gravidanza ad entrare in contatto con il proprio bambino. Come fare?

Una bellissima esperienza è quella di leggere ad alta voce, non necessariamente fiabe o libri per bambini, l’importante infatti è che il piccolo nel vostro grembo percepisca la vostra voce e in questo modo impari a riconoscerla e a sentirsi protetto quando la sente.

Un’altra bella idea è quella di ascoltare musica durante la gravidanza e poi riproporre le stesse canzoni dopo la nascita, in questo modo il bambino si ricorderà di quando si trovava nel pancione della mamma e sarà più facile tranquillizzarlo.

Anche il canto è un ottimo metodo per entrare in contatto con il bambino, anche perché la musica e la voce cantata hanno delle particolari caratteristiche che il bambino neonato predilige rispetto a tutti gli altri suoni ambientali. Da considerare inoltre il fatto che l’intonazione assunta dalla voce nel canto può essere utile per accompagnare e ritmare diverse azioni quotidiane che possono diventare una routine cantata e sviluppare quindi nel bambino il riconoscimento di un determinato momento della giornata sulla base della canzone intonata, ma anche sviluppare il lui il senso del ritmo e quindi offrirgli una stimolazione molto importante per il suo sviluppo.

Quando il bambino nasce l’ambiente che lo accoglie deve essere il più ricco possibile: non di stimoli, ma di possibilità! Non è necessario sovraccaricare il piccolo (non imparerà prima, anzi, potrebbe essere confuso da un’eccessiva quantità di stimoli da interpretare!), ma è utile inserirlo in un ambiente che sia per lui pieno di cose da scoprire.

Lo sviluppo e la stimolazione uditiva sono, tra le altre cose, elementi importantissimi per lo sviluppo linguistico del bambino che trae proprio origine da ciò che il piccolo percepisce e che quindi può prendere come esempio ed imitarlo.

Parlare e rivolgersi al bambino con stimoli sonori è dunque un ottimo metodo per favorire le abilità e lo sviluppo del neonato che inizia molto prima che egli venga alla luce.

Tra la vita intrauterina e la prima infanzia vi è molta più continuità, di quel che non lasci credere l’impressionante cesura della nascita [Sigmund Freud]


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L'autore - Michela Rota





Michela Rota ha pubblicato 8 articoli su GocceDiPsicologia


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