Bullismo: Identikit della vittima


Le ricerche individuano differenti tipologie di vittima:

  • Passiva/Sottomessa: soggetto con scarsa autostima e opinione negativa di sé, debole, ansioso, insicuro, sensibile e non capace di difendersi dagli attacchi. Se attaccati, reagiscono chiudendosi in se stessi.

  • Provocatrice: soggetto iperattivo che necessita di essere sempre al centro dell’attenzione; tende a generare situazioni conflittuali istigando il “bullo” ad una reazione. Questo soggetto è caratterizzato da una combinazione di modalità di reazione ansiose e aggressive. Possono, quindi, essere iperattivi, inquieti e offensivi.

Il più delle volte ci troviamo di fronte ad una vittima di tipo passivo, che risulta essere il bersaglio più “semplice” di un bullo. E’ facile primeggiare con i più fragili, armandosi delle loro insicurezze e colpendoli nei loro punti deboli.

Perchè si diventa vittima? Ogni scusa è buona: per il colore della pelle o dei capelli, perchè si è troppo grassi o magri, alti o bassi, per come ci si veste, per il proprio orientamento sessuale, ecc…

Qualche consiglio utile…

Alle vittime del bullismo e a chi ha a che fare con loro, che siano i propri figli, i propri amici o semplicemente i propri compagni di scuola mi sento di voler dare qualche consiglio.

Alle vittime consiglio di mostrarsi sicure di sè e di non farsi vedere impaurite, questa è proprio la reazione che i bulli si aspettano. Parlatene sempre con un adulto se siete stati vittime di bullismo, parlare è fondamentale perchè non siete voi ad essere sbagliati ma sono i prepotenti in torto. Non c’è da vergognarsi per ciò che vi sta accadendo, anzi bisogna reagire per aiutare voi stessi e chi come voi ne è vittima.

Un problema frequente è che spesso le vittime sono reticenti, si chiudono in loro stesse perché provano vergogna della loro debolezza, della loro non capacità di reagire. Abituiamo, quindi, i ragazzi a vedere gli adulti come un punto di riferimento stabile a cui rivolgersi, soprattutto quando si ha bisogno di aiuto. Non si possono superare i problemi estraniandosi dal mondo, insegniamo ai nostri ragazzi ad affrontarli con coraggio e determinazione.

Accade ormai sempre più spesso che le vittime siano prese di mira anche sul web. E’ davvero pesante per un adolescente sentirsi beffeggiato di fronte ad un pubblico cosi ampio.

Che fare per arginare il problema? Ridimensioniamo l’importanza dell’immagine, abituiamo i ragazzi a dare il giusto peso al mondo virtuale e all’opinione di chi si nasconde dietro ad un computer. Non permettiamo a nessuno di ridurre in pezzi la nostra autostima!

Da uno studio sulle conseguenze a lungo termine del bullismo è emerso che le vittime sono a maggior rischio di soffrire di svariati disturbi psichiatrici da adulti, dalla depressione all’ansia generalizzata, dagli attacchi di panico all’agorafobia. Alcuni hanno pensieri suicidi. Anche i bulli possono risentire a lungo termine del proprio comportamento e divenire adulti con disturbo antisociale o a loro volta depressi.

William Copeland del dipartimento di psichiatria e scienze del comportamento dell’ateneo Usa rileva che i danni psicologici del bullismo non vanno via perché una persona cresce e non è più vittima dei bulli, è qualcosa che resta con loro.Combattendo il bullismo si potrebbe prevenire un’ampia serie di problemi individuali e sociali.

Ai ragazzi, quindi, mi sento di dire che stare a guardare li rende indirettamente complici e direttamente promotori di una violenza che può avere conseguenze devastanti. Avete il dovere di agire, non siate degli spettatori silenziosi!

La società  e le sue istituzioni devono farsi portavoce di un atteggiamento che condanni la violenza in tutte le sue forme. Insegnanti e genitori, vigilate sui ragazzi di oggi perchè saranno gli adulti di domani.


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L'autore - Barbara Figuera



Sono la dottoressa Barbara Figuera, pedagogista laureata presso l'Università degli Studi di Catania con laurea triennale in Scienze della Formazione e laurea specialistica in Scienze Pedagogiche. Ho conseguito un corso di perfezionamento in "Tecniche comportamentali per bambini con disturbi autistici ed evolutivi globali" e un corso di specializzazione in "Coordinamento pedagogico dei servizi educativi per l'infanzia". Ho ampliato la mia formazione con altri corsi di formazione inerenti il campo della progettazione educativa e della gestione delle risorse umane.

Barbara Figuera ha pubblicato 13 articoli su GocceDiPsicologia


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