Che fatica essere genitori!


Esser genitori, si sa, è il compito più difficile del mondo: non esistono corsi per diventare genitori perfetti in un campo in cui, più che in altri, la perfezione non può esistere!

 

Due premesse prima di iniziare..

Ogni bambino porta con sé caratteristiche genetiche, inclinazioni, preferenze e influenze ambientali che lo rendono differente da qualsiasi altro minore. Non è possibile, quindi, stilare una guida per essere buoni genitori, sebbene la maggior parte delle famiglie che arrivano da me in consultazione la richiedano.

Sono una psicologa e sono certa che, quando diventerò mamma, farò un’infinità di errori nell’educare i miei figli, e credo sia giusto così. Sbagliando si impara, si dice da secoli, e nell’educazione è spesso così. Siamo essere umani e come tali facciamo errori, soprattutto in un compito tanto complesso come l’allevamento dei figli.

Quindi sbaglieremo sempre e non c’è modo di essere genitori migliori?

Assolutamente no! Credo che, ferma restando la variabilità di ogni bambino e la possibilità di errore dell’adulto, ci siano alcune linee guida da tener ben presenti.

 
 

Cosa NON fare

In questo articolo voglio partire proprio da qui, dagli errori che, in buona fede, quasi tutti i genitori compiono almeno una volta nella vita.

  1. Punire anziché rinforzare: ignorare i comportamenti corretti o tutti quei piccoli miglioramenti del bambino, rende meno frequente la loro comparsa per il semplice fatto che nessuno li ha notati e gratificati. Da preferire, invece, la tendenza opposta, che premia e rinforza i comportamenti attesi e ignora quelli non desiderati, riservando la punizione ai gravi episodi. Approfondirò questo aspetto in un altro articolo, in uscita nei prossimi mesi.

  2. Criticare il bambino nella sua totalità: è invece preferibile punire il comportamento specifico. Un esempio pratico? “Ti sei comportato male al supermercato” è sicuramente preferibile a “Sei proprio cattivo“. Così facendo, non solo evitiamo di intaccare l’autostima del bambino, ma abbiamo anche modo di far capire che cosa non ci è piaciuto e in quale direzione andare per cambiare.

  3. Essere incoerenti: molti genitori, e molti adulti in generale, reagiscono in maniera opposta ad uno stesso comportamento a seconda di quello che è l’umore in quel preciso momento o la situazione specifica. Se, nel rapporto con un altro adulto, questo facilmente capirà che non è per noi un buon momento, nel rapporto educativo con un bambino, tale comportamento crea incertezza sul modo corretto di comportarsi.

  4. Pretendere senza spiegare: i comportamenti attesi vanno sempre spiegati e motivati. La motivazione a comportarsi bene deve sempre nascere dall’aver compreso il perché sia giusto comportarsi così, e non dalla paura di essere punito o da un genitore che continuamente ripete “perché l’ho deciso io“.

  5. Dare cattivo esempio: al di là dell’aspetto etico, urlare e alzare le mani contro i bambini insegnerà loro che nei momenti di difficoltà è proprio quella la modalità di gestione del problema. Urlare ad un bambino “ti ho detto di non urlare!!!” rappresenta un altro messaggio incoerente. Poiché, da adulti, dovremmo avere un maggior autocontrollo, mostriamogli come calmarsi.

  6. Minacciare qualsiasi cosa: troppe minacce, soprattutto se non seguite dalla pratica, risultano inutili ed estremamente dispendiose in termini di energia positiva. Il bambino, col tempo, si abitua alle minacce e impara a contro-minacciare a sua volta in un infinito circolo vizioso. Non favoriscono, inoltre, la motivazione interna, perché il comportamento desiderato arriva per paura e non per consapevolezza morale.

  7. Rinforzare il capriccio: ho in mente la classica scenetta che si vede spesso al supermercato, con il bambino che piange e la mamma che promette l’acquisto di tutto che desidera pur di placare la crisi. In questo modo al bambino arriva il messaggio, chiaro e spesso reiterato, che per ottenere ciò che vuole deve fare tutto quel baccano. Per quanto fastidioso, ignorare tale comportamento è la strategia migliore, ricordandovi che capricci di questo tipo compaiono in bambini che sono abituati ad ottenere ciò che vogliono con questa modalità. I premi devono arrivare sempre e solo quando il bambino è calmo e si sta comportando come desideriamo.

  8. Premiare e punire nel modo e nel momento sbagliato: la punizione, così come il rinforzo (premio) deve essere immediata e contingente all’evento, nonché proporzionata al comportamento da premiare o punire.

  9. Essere iperprotettivi: i bambini hanno bisogno di sporcarsi, cadere.. in una parola, sperimentare! I genitori iperprotettivi trasmettono l’immagine di un mondo pericoloso, nel quale essere costantemente all’erta e mai al sicuro.

  10. Dimenticare cosa significhi essere un bambino: l’ultimo errore di cui voglio parlare (ce ne sarebbero molti altri) è, a mio parere, quello su cui val la pena riflettere un po’ di più. Riscoprire il mondo dell’infanzia è una buona prassi che dovrebbe essere raccomandata ad ogni genitore all’uscita dalla sala parto! Il mondo del bambino deve essere fatto di amore, giochi, spensieratezza, noia e tantissimo tempo libero, non di doveri, infiniti impegni scolastici e non, compiti scolastici serali e precoci adultizzazioni. Essere genitori implica anche il saper tornare bambini nel rapporto con i figli. Ampio spazio, quindi, ai giochi insieme, alle risate, alle interazioni positive, tenendo distante lo stress lavorativo, le pulizie di casa e i litigi con il partner!

 


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L'autore - Valentina Lombardi



Valentina Lombardi (Saronno, 1986). Psicologa ad indirizzo clinico e dell’età evolutiva. Specializzanda in Psicoterapia cognitivo-comportamentale presso la scuola ASIPSE di Milano. Laureata con lode presso la Facoltà di Psicologia dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Ha conseguito un Master in valutazione, diagnosi e trattamento dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento ed è applicatrice del Metodo Feuerstein PAS Standard. Come libera professionista si occupa principalmente di consulenza psicologica ad adulti, adolescenti e bambini, DSA e difficoltà scolastiche, potenziamento cognitivo, problemi comportamentali ed emotivi, ansia, depressione, e addestramento al rilassamento.     Seguila su Facebook, Twitter e Google+

Valentina Lombardi ha pubblicato 30 articoli su GocceDiPsicologia


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