Comfort food: il cibo ci rende felici


Tutti abbiamo esperienza di un particolare cibo che riesca a farci stare meglio. Ma questo come è possibile? Il cibo ha primariamente la funzione di fornire elementi nutritivi al nostro corpo.

Vari studi in campo psicologico e nutrizionale riportano due aspetti fondamentali.
Da una parte esistono cibi che contengono elementi nutritivi, i quali vanno a interagire direttamente con il nostro umore. Alcuni esempi di questi cibi sono le banane, il tacchino e, inaspettatamente, gli spinaci: contengono tutti sostanze che favoriscono la produzione nel cervello di serotonina, il neurotrasmettitore che viene maggiormente collegato alla felicità.

Dall’altra parte esiste quello che viene nominato dagli Americani, a partire dagli anni ’70, come comfort food, cioè quel cibo che fornisce felicità a livello psicologico. Sono per lo più cibi collegati al passato e alle nostre memorie, ma anche alla cultura in cui si è cresciuti. Ad esempio, negli Stati Uniti piatti considerati tipicamente comfort food sono il purè di patate e il polpettone oppure nei Paesi Scandinavi si parla del lutefisk, un piatto tipico a base di pesce fermentato con liscivia, quindi con un odore molto pungente. In Italia, classici esempi, sono la torta della nonna o il ragù della mamma. Sono piatti che ci ricordano tempi più felici, come si è detto, oppure una specifica persona della nostra vita.

Il nostro cervello infatti è in grado di fare associazioni tra un evento piacevole e specifiche sensazioni come odori, sapori e consistenze del cibo, codificandoli quindi come precursori di felicità.

Per capire quanto queste associazioni siano potenti basti pensare che l’US Army prepara i cibi maggiormente considerati comfort food dagli americani per i suoi soldati che sono impegnati in missioni all’estero. Questo ha il preciso scopo di fornire indirettamente un conforto a tutti quei soldati impegnati in situazioni pericolose e lontane da casa per periodi lunghi.

Dagli studi scientifici emerge che uomini e donne considerano comfort food alimenti diversi. Solitamente, mentre le donne tendono a cercare cibi dolci e zuccherosi come il gelato, gli uomini preferiscono cibi salati come una bistecca. Inoltre, anche l’uso psicologico che si fa di questo cibo è differente negli uomini e nelle donne. I primi sembrano usare il comfort food come ricompensa, mentre le secondo lo associano a un seguente senso di colpa. In comune c’è però il ricorrere al comfort food in momenti di stress: infatti a breve termine si nota un aumento dell’umore e quindi un senso del senso di benessere.

Gli psicologi chiamano iquesta categoria di cibo anche surrogato sociale, cioè esperienze non umane che ci fanno sentire uniti con gli altri. Infatti non solo mangiare comfort food ci fa sentire meglio e quindi in qualche modo ha lo stesso effetto degli amici, ma anche il solo pensare a questi cibi ha un effetto positivo sul nostro umore.

Ci sono però anche degli effetti negativi a lungo termine: se il ricorso al comfort food diventa un’abitudine, si rischia l’aumento di peso e ricadute sulla salute in generale, dato che a livello nutrizionale si verificherebbero degli squilibri. Inoltre, per gli aspetti psicologici, questo porterebbe a far crescere i sensi di colpa e di insoddisfazione, creando quindi ancora più stress.

Per concludere, ci fa stare psicologicamente meglio lasciarsi tentare ogni tanto da quei manicaretti che tanto ci ricordano l’infanzia, ma senza esagerare.  Ed è altrettanto importante preparare con amore il cibo per i nostri bambini così che possano crearsi i loro confort food.


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L'autore - Luisa Gatto



Luisa Gatto, Psicologa. Laureata in Psicologia presso l’Università di Padova e ha conseguito un master in Psicologia Giuridica Minorile in ambito Civile e Penale. Come libera professionista si occupa di consulenze psicologiche con neo-genitori, separazioni e famiglie ricostruite, adozione e affido, genitori soli, disabilità nell’infanzia. Inoltre mi occupo di Psicologia giuridica, cioè di tutti quegli ambiti dove l’avvocato e lo psicologo collaborano per gestire al meglio i procedimenti giuridici.

Luisa Gatto ha pubblicato 5 articoli su GocceDiPsicologia


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