Consigli utili per la prevenzione dell’obesità infantile. Obesità infantile: Seconda parte


Nell’articolo precedente ho spiegato quali sono le cause dell’obesità e come il fenomeno sia in aumento soprattutto tra i bambini.

A causa di questo aumento il Ministero della Salute ha redatto un documento riguardo le “Strategie di educazione alimentare e nutrizione”, destinato sia ai pediatri che agli insegnanti, ma di estrema utilità anche per i genitori.

In questo documento non sono state delineate regole rigide, né ricette infallibili, ma è utile prestare attenzione ad alcuni consigli:

  • Abituare il bambino a fare tre pasti regolari: una colazione non abbondante ma sostanziosa, un pranzo e una cena, intervallati da uno spuntino a metà mattina e una merenda il pomeriggio. Questo eviterà i “buchi” tra un pasto e l’altro e lo abituerà a non mangiare fuori orario.

  • Non ricompensare il bambino con spuntini, soprattutto quelli ricchi di zuccheri o comunque ipercalorici come le merendine, i gelati, bevande gassate, succhi di frutta;

  • Evitare di insistere quando il bambino è sazio o non mostra molta fame; in questo caso si rischia che il bambino continui a mangiare solo per far felice alla mamma o per non essere sgridato e si crea dunque il rischio di sviluppare in lui un rapporto distorto con il cibo;

  • Limitare l’introito proteico: alcuni cibi non andrebbero mai assunti in contemporanea come ad esempio carne, uova e formaggi, inoltre è bene preferire le proteine del pesce;

  • Permettere e favorire i giochi all’aperto e l’attività fisica; un corretto sviluppo necessita anche di una buona dose di movimento, che aiuta a bruciare le calorie;

  • Rispettare i ritmi sonno/veglia onde evitare l’instaurarsi di abitudini scorrette (sindrome dell’alimentazione notturna).

Il Ministero della Salute ha elaborato anche delle “Linee guida per la diagnosi e il trattamento dell’obesità infantile” dirette agli esperti del settore, per quei casi in cui il bambino presenta già un peso eccessivo.

Nonostante il pediatra e il dietologo siano i professionisti di questo settore è bene che anche i genitori conoscano alcuni di questi suggerimenti, perchè sono proprio loro ad avere il ruolo più importante nell’educazione all’alimentazione del figlio.

Possono essere utili a riguardo alcuni semplici consigli:

  • Non tenere in cucina cibi tentatori (come patatine, merendine, cioccolata, succhi di frutta) ma sostituirli con alimenti più sani (acqua, tè, frutta, fette biscottate, yogurt);

  • Rendere il pasto un momento di pausa per stare insieme e parlare (è bene anche spegnere la televisione poiché quando si è concentrati sulla tv non ci si accorge di quanto e di cosa si mangia);

  • Evitare che il bambino mangi troppo in fretta: mangiando troppo velocemente non ci si sazia mai;

  • Prediligere i cibi fatti in casa rispetto ai prodotti confezionati: in questo modo si calcolano meglio i condimenti e si scelgono le materie prime da utilizzare;

  • Sostituire i piatti più elaborati con altri cucinati in modo semplice, soprattutto senza troppi condimenti. E’ bene abituare sin da piccoli i bambini ad assumere quotidianamente una discreta quantità di verdure cotte o crude: queste sono ricche di fibre, riempiono lo stomaco e rallentano l’assimilazione delle sostanze introdotte;

  • Non eccedere nelle quantità;

  • Non inculcare nel bambino l’idea che il cibo sia qualcosa di “speciale”, né usarlo come ricompensa;

  • Limitare il tempo dedicato alla televisione/computer a favore di attività più dinamiche;

  • Incoraggiare una regolare attività sportiva cercando di assecondare le preferenze del bambino e la sua sensibilità (dalla passeggiata in bici alla partita di calcio, dal nuoto in piscina alla ginnastica in palestra). E’ bene ricordare che non sono sport solo le attività che prevedono competizioni e gare!

  • Sottoporre regolarmente il bambino a visite pediatriche di controllo.

Si tratta di piccoli accorgimenti che possono favorire una corretta educazione alimentare senza essere considerati regimi costrittivi dal bambino.

L’ultimo consiglio che mi sento di dare, e che credo sia uno dei più importanti, è che i genitori diano l’esempio in famiglia, luogo dei primi e più duraturi apprendimenti!


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L'autore - Michela Paccamiccio



Michela Paccamiccio. Psicologa dell'età evolutiva. Specializzanda presso l'Istituto di Terapia Relazione Integrata. Laureata presso l'Università di Roma "La Sapienza"; in seguito alla laurea ha lavorato per alcuni anni come collaboratrice di cattedra, in questo periodo ha pubblicato il suo lavoro di tesi, riadattato, nell'articolo: "Incidenti e alcol: i giovani non sanno o non vogliono sapere? di Paccamiccio M., Carbone P., Casini E. (2012), in Sistema salute. La rivista di educazione sanitaria e promozione della salute, 56 (3), 406-415. Ha conseguito un Master in Psicodiagnostica presso il Centro di Alta Formazione Cenaf.

Michela Paccamiccio ha pubblicato 9 articoli su GocceDiPsicologia


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