Dalla coppia alla famiglia: quali rischi e quali compiti?


Partiamo da una semplice definizione che può aiutarci nell’affrontare questo argomento: la coppia è un insieme di due individui. Ciò che la rende diversa da ogni altro insieme di persone, anche perché la coppia non è solo un fatto ma rappresenta il frutto di una scelta: ci si conosce e ci si innamora innanzitutto, per poi decidere di condividere la vita insieme.

Il legame che così si crea si caratterizza per due aspetti che devono essere reciproci: il prendersi cura e la legittimazione.

Prendersi cura è un concetto facile da comprendere: vuol dire rispondere ai bisogni dell’altro, accoglierlo, comprenderlo, garantirgli sicurezza, non solo materiale ma affettiva, attraverso la vicinanza fisica ed emotiva.

Legittimarsi invece non riguarda più la dimensione del bisogno, ma quella del riconoscimento. Tu sei il mio partner, io ti considero tale e in quanto tale riconosco il tuo valore e quello di questo legame. Di conseguenza mi impegno per te, progetto con te, faccio spazio a te.

Ma una volta stabilitasi la coppia e posti questi fondamenti, il gioco non è finito, anzi, è qui che inizia! Spesso infatti, alla stabilizzazione della coppia, seguono i primi progetti concreti: l’uscita di casa e l’arrivo dei figli. Oggigiorno l’ordine di questi eventi ha una sequenzialità più varia rispetto a qualche decennio fa, ma nonostante i cambiamenti socio-culturali, rimangono due i principali compiti di sviluppo, ovvero dei passaggi evolutivi, di crescita che la coppia deve affrontare quando decide di mettere su famiglia: un compito di sviluppo come figli e un compito di sviluppo come futuri genitori.

I compiti di sviluppo come figli

Ciascun partner prima di essere un componente della coppia, è un componente della sua famiglia di origine: un figlio. Formarsi come coppia e scegliere di fare un passo verso un’unione stabile deve comportare l’ attuazione di un nuovo legame con le famiglie di origine. Questo perché c’è una nuova storia in atto, ovvero quella della giovane famiglia che sta nascendo, e ciò deve necessariamente portare un cambiamento: la situazione non è più quella di prima! Questo non vuol dire dimenticare di essere figli né da dove si provenga, ma occorre che la dimensione di figli arretri a favore della dimensione di coppia, altrimenti non c’è lo spazio necessario alla costruzione di una nuova famiglia.

Questo aspetto è strettamente collegato con la legittimazione reciproca di cui sopra: se ci si riconosce reciprocamente come partner e se la famiglia di origine a sua volta riconosce l’unione, tutto sarà più facile. All’origine di molti conflitti familiari vi è infatti la mancata accettazione del rapporto di coppia, perché il fidanzato o la fidanzata dei figli non piace. Questo rende difficile mettere in atto questo compito di sviluppo, perché va a toccare un aspetto importante delle relazioni familiari: il vincolo di lealtà e debito che spesso ci lega alla nostra famiglia d’origine.

Solo legittimando il proprio partner agli occhi dei propri genitori sarà però possibile che anche loro compiano questo passo, lasciando libera la coppia di creare una nuova famiglia.

 

I compiti di sviluppo come genitori

Tra i desideri di una coppia che ha raggiunto la sua stabilità c’è certamente quello di avere dei figli. L’arrivo di un figlio può sfociare in due possibili dinamiche all’interno della coppia: consolidamento oppure ostacolo e frammentazione.

Consolidamento: la coppia si unisce ancora di più di fronte ad un desiderio comune raggiunto e alla condivisione dell’evento e delle responsabilità che comporta.

Ostacolo e frammentazione: il figlio diventa un ostacolo all’interno della coppia, “qualcuno che toglie qualcosa” in termini di tempo, cura, amore…quindi il rischio è la frammentazione della coppia stessa.

Anche in questo caso ci sono dei fattori protettivi che, se presenti, creano le condizioni perché questo si verifichi con meno probabilità:

  • Condividere l’impegno che un figlio richiede

  • Riconoscere l’altro nel ruolo di padre e di madre

  • Mantenere momenti per la coppia

  • Mantenere invariate alcune abitudini e tradizioni che danno sicurezza alla coppia, nonostante il cambiamento (compatibilmente con le esigenze del bambino)

  • Ricordare che l’amore per un figlio è diverso da quello per un partner e che nel cuore c’è posto per tutti!

  • Dialogare e negoziare con il partner su tutti questi aspetti

Anche se per molti l’aver trovato il partner giusto costituisce un traguardo e la realizzazione di un desiderio, i cambiamenti e le avventure cui una coppia è sottoposta sono molteplici e continui e seguono l’evolversi della vita e le sue sfide…per la serie “non ci annoia mai”!

Articolo scritto da Brunella Mobrici, Psicologa


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L'autore - GocceDiPsicologia



Dott.sse Valentina Lombardi e Alessia Romanazzi. Psicologhe ideatrici e titolari del sito GocceDiPsicologia.

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