Diversamente abili ma ugualmente bambini..


Questo è un articolo anomalo rispetto agli altri che siete abituati a leggere su GocceDiPsicologia. Più che un articolo informativo si tratta di uno spunto di riflessione che parte da una mia personale esperienza, ma che sono certa possa far riflettere quanti di voi hanno, più o meno direttamente, a che fare con la disabilità. E, che ci crediate o meno, tutti dobbiamo relazionarci con essa, chi costantemente, chi solo per alcuni istanti..

Mi è capitato di assistere ad una conversazione tra mamme che decidevano se fosse il caso di invitare o meno un bambino disabile (che chiamerò J.) alla festa di compleanno di uno dei loro figli. Devo dire che la “cosa” mi ha turbato parecchio. Sì, perché non si parlava del fatto che J. si sarebbe sentito a disagio nel non partecipare ai giochi organizzati (che avrebbe anche potuto essere plausibile), ma perché nessuna delle mamme voleva accudire il bambino disabile, nessuna voleva averlo in casa, in altre parole mettevano davanti i propri interessi a quelli del bambino. Nessuna di loro ha mosso il dubbio che J. sarebbe stato l’unico della classe a non andare e quindi a rimanere escluso…. nuovamente! Nessuna ha mosso il dubbio che, così facendo, si sottolineava ancora una volta che lui NON può fare delle cose, senza considerare che avrebbe potuto farne tante altre. Dopo questo alto momento di conversazione sul cosa fare, si è passati al come giustificarlo: “beh” si dicevano a vicenda “possiamo dire alla mamma che non abbiamo spazio per la carrozzina; o che non lo si invita per fare un piacere a lui stesso, visto che non giocherà come tutti gli altri; oppure..”.
La mia frustrazione, in quel momento, era tanta.. Ma come osano, pensavo, decidere della vita di un bambino? Come fanno a non capire che sì, è tutto difficile per un bambino con disabilità, ma che la maggior parte dei problemi li creano gli adulti? Il giorno dopo a scuola se ne sarebbe parlato: della torta, dei giochi.. e J.? Lui non c’era perché un adulto ha deciso così.

Ora ecco il mio pensiero: i bambini possono avere simpatie ed antipatie, ma deve nascere il tutto da un’incompatibilità caratteriale e non imposta dall’alto. In questo caso le mamme si sono comportate come delle bulle (pur essendo, magari, le prime a parlare di inclusione!).

Io consiglio sempre di guardare il cortometraggio “la cuerda” che ho mostrato a ragazzini di varie età durante un doposcuola. La trama è l’amicizia vera nata tra una bambina ed un bambino disabile grave. Tutti i ragazzi in classe ne sono rimasti meravigliati, tutti ne hanno capito il senso, tutti si sono commossi, e con mio enorme stupore, la maggior parte di loro l’ha mostrato ai genitori alla sera. E’ l’ennesima riprova che i bambini e giovani hanno più sensibilità di molti adulti, che per loro (certo non generalizzo, non è sempre così) la differenza non c’è, sono coetanei, magari con dei limiti evidenti, ma sempre coetanei.

Cari genitori, non fate i bulli, lasciate decidere ai vostri figli con chi fare amicizia, un bambino libero di scegliere è un adulto libero e basta. Può capitare a tutti di diventare disabile anche per un breve periodo (una mano rotta, un piede ingessato etc.), non sarebbe brutto se nessuno vi considerasse per quello che non potete fare anziché del contributo che il vostro carattere e la vostra voglia di divertirsi può dare?

“La disabilità non è contagiosa, l’ignoranza sì”


Condividi questo articolo

 
     

L'autore - Consuelo Di Nanni



Dott.ssa Consuelo Di Nanni (Varese, 1984). Educatrice. Applicatore Metodo Feuerstein (riconosciuto dall’ICELP di Gerusalemme). Assistente alla comunicazione per disabili sensoriali. Esperta nei processi dell’apprendimento (presenza nell’Albo dei Professionisti formati da Erickson). Terapista A.B.A. Applicatore Base di Stimolazione Basale. Sta frequentando un corso di alta formazione professionale in Psicomotricità Neurofunzionale. Gestisce una pagina facebook “Azione & Comunicazione” interamente dedicata a disabilità, bambini e sensibilizzazioni varie ed un'altra professionale dal nome "Dott.ssa Consuelo Di Nanni". Ha la passione per la scrittura: nel 2012 si è classificata 2° al concorso nazionale “Io Esisto, III ed.” organizzato dall’U.I.L.D.M di Ottaviano (NA) e nel 2013 un’altra poesia sul tema dell’anoressia è stata scelta per entrare a far parte dell’VIII antologia della “Fondazione Mario Luzi” di Roma.

Consuelo Di Nanni ha pubblicato 10 articoli su GocceDiPsicologia


Tag:, , , ,