Empatia: grazie mamma, grazie papà!


Chiamasi Empatia “la capacità di immedesimarsi in un’altra persona fino a coglierne i pensieri e gli stati d’animo” [fonte http://www.garzantilinguistica.it/ricerca/?q=empatia]

Dopo aver letto questa definizione mi sono chiesta: ci si nasce con una “predisposizione empatica” o si acquisisce? E la mia risposta dopo lunghe riflessioni è stata questa: l’empatia è un enorme regalo che i genitori fanno ai propri figli.

Intendiamoci, ci sono lati di ciascun carattere che portano ad essere più o meno in sintonia con il prossimo, è un qualcosa che hai come la sensibilità o la solarità.

Gardner, parlando di intelligenza interpersonale ed intrapersonale, spiega molto bene questo saper interpretare le emozioni altrui. Eppure senza una guida, questo immenso potere è nullo!

Mi spiego meglio: quando ero piccola ed alla televisione mi capitava di vedere film in cui il protagonista era preso di mira per qualcosa (per una balbuzie, ad esempio, o perché troppo grasso) mia mamma diceva “vedi, queste persone sbagliano a prendersi gioco di lui, non è corretto farlo, non è corretto ridere sui difetti o sulle mancanze altrui”. La maggior parte di noi avrà sentito la frase “come non mangi? Ma lo sai che ci sono bambini che vorrebbero avere il tuo cibo e invece soffrono?” e via dicendo per giocattoli o vestiti.

Una volta mi è capitato invece di sentire un bambino chiedere alla sua mamma, durante una pubblicità sui bambini Africani, perché loro fossero così tristi e perché non avessero da mangiare (domanda intelligente ed estremamente empatica). La mamma, invece di cogliere questa splendida occasione formativa posta su un piatto d’argento, chiude il discorso sbuffando e dicendo “ancora queste pubblicità? Non sanno più cosa inventarsi per farci sentire in colpa e per spillarci dei soldi. Adesso basta.”

Questo sia il caso emblema di cosa NON si dovrebbe mai fare con i bambini: prima di tutto il figlio aveva sete di sapere (che non è stata ascoltata), in secondo luogo l’adulto ha mostrato un atteggiamento di fastidio dopo la domanda (il che porterà ad una brusca frenata nel cervello del bambino, il quale, prima di porre delle nuove domande si chiederà mille volte se proprio quella sua domanda sarà “all’altezza” di avere una risposta) e ultimo ma non ultimo, la mamma ha insegnato al bambino che quello che stava guardando non è una piaga reale della società ma è un qualcosa ingegnato per motivi futili che lei non era disposta ad accettare (e il bambino, predisposto all’empatia sarà catapultato in quello che un domani lui conoscerà con il nome di Cinismo!)

Insomma, genitori o insegnanti o nonni, avete la possibilità di dare ai vostri bambini una “linea guida” per poter fidarsi del prossimo, capire il prossimo e comunicare con il prossimo, sicuri di voler perdere questa occasione? Non lasciate mai che i vostri pregiudizi intacchino il voler sapere del bambino, spiegategli in modo oggettivo la realtà, avrete modo in seguito, ad un’età adeguata, di dargli il vostro punto di vista e fornirgli le argomentazioni tali per cui lui avrà lo strumento per darvi ragione o andare per la sua strada (che in ogni caso, voi dovrete accettare!)

Dopotutto: “I rapporti più piacevoli tra uomini e donne, vivono d’alchimia e comunicano d’empatia.” (Stephen Littleword)


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L'autore - Consuelo Di Nanni



Dott.ssa Consuelo Di Nanni (Varese, 1984). Educatrice. Applicatore Metodo Feuerstein (riconosciuto dall’ICELP di Gerusalemme). Assistente alla comunicazione per disabili sensoriali. Esperta nei processi dell’apprendimento (presenza nell’Albo dei Professionisti formati da Erickson). Gestisce una pagina facebook “Azione & Comunicazione” interamente dedicata a disabilità, bambini e sensibilizzazioni varie. Ha la passione per la scrittura: nel 2012 si è classificata 2° al concorso nazionale “Io Esisto, III ed.” organizzato dall’U.I.L.D.M di Ottaviano (NA) e nel 2013 un’altra poesia sul tema dell’anoressia è stata scelta per entrare a far parte dell’VIII antologia della “Fondazione Mario Luzi” di Roma.

Consuelo Di Nanni ha pubblicato 7 articoli su GocceDiPsicologia