Gocce di.. grafologia 2


(..) Per avere una griglia di riferimento sul simbolismo, suddividiamo le aree della scrittura in quattro ambiti: nel simbolismo spaziale osserviamo lo spazio occupato e quello libero, nonché la direzione; nel simbolismo temporale la velocità in funzione del coinvolgimento emotivo e delle esigenze personali; in quello della pressione si sottolinea la carica energetica e volitiva (il ritmo) e nel simbolismo della comunicazione la predisposizione ‘estetica’ del comportamento dello scrivente e la qualità del rapporto con  il destinatario. 

Secondo le leggi del simbolismo spaziale, la scrittura grande è in relazione ad un’alta autostima, quella piccola  evidenzia la capacità di autocritica ed è segno di introversione.  A seconda di come si presenta, la direzione della scrittura sul rigo ha un significato ben preciso e offre alcune indicazioni sullo scrivente. Se il rigo è ascendente, la persona è piena di iniziativa, amante delle novità e tende a lasciarsi prendere la mano dalle fantasie; se è discendente, le pressioni ambientali possono incidere sull’autostima e sulla resistenza ad affrontare la quotidianità.  

Ogni stile grafico riflette un suo ritmo e una sua tensione, espressa dalle aste e alternata dal movimento estensivo dei filetti (ogni linea che parte dal basso diretta verso l’alto forma un filetto). La pressione dà ‘colore’ alla scrittura ed evidenzia l’emotività dello scrivente. Una pressione discontinua può rivelare un’emotività mal incanalata che potrebbe influire sull’equilibrio; il progressivo calo della tensione nel tracciato denota una certa labilità nella concentrazione prolungata mentre il raccordo ad angolo, specialmente ad angolo acuto, indica un forte coinvolgimento emotivo. La disponibilità a operare nell’ambiente grazie alla facilità di adattamento si evidenzia nei raccordi curvilinei. A questo proposito, ricordiamo che le linee curve mettono in risalto l’altruismo (secondo Moretti) e la generosità (secondo Marchesan), mostrando accettazione delle richieste altrui. In relazione ad altri segni, però, possono significare rinuncia, passività, dipendenza dai condizionamenti ambientali. All’opposto, la scrittura angolosa esprime una posizione di difesa e di chiusura di fronte agli altri; talvolta l’eccessiva mobilitazione di energie difensive può sovraccaricare di aggressività. Un equilibrato alternarsi di angoli e curve in un tracciato fluido e spontaneo combina le due tendenze e manifesta la capacità di mediare tra pressioni opposte. La capacità di attivare una carica emotiva proporzionata al compito è quella che presenta regolare alternanza di tensione e allentamento, che mantiene costanza di ‘colore’.  Per abituarsi a “leggere” una scrittura, è utile allenare il colpo d’occhio e lasciarsi guidare dalle prime impressioni.

Senza voler semplificare una valutazione che prevede conoscenze approfondite dei vari segni e un lungo apprendistato, può essere utile avvalersi dei seguenti parametri per orientarsi nell’osservazione iniziale:

-         nelle linee ascendenti si vede il sentimento;

-         nelle linee discendenti e nella pressione si vede la volontà;

-         nelle linee orizzontali si vede la ragione;

-         negli allunghi verso l’alto, l’idealismo;

-         negli allunghi verso il basso, la concretezza;

-         nei ricci (tracciati che si aggiungono alla lettera o ne modificano la forma calligrafica), la passionalità (i ricci costituiscono proiezioni di moti psichici irrazionali).

E’ importante, nell’affrontare un esame grafologico, raccogliere alcuni dati dello scrivente. Il grafologo dovrà conoscere studi, età, sesso, eventuali problemi fisici, abitudini, particolarità (esempio il mancinismo) e il tipo di penna utilizzato dall’autore del documento. La scrittura, inoltre, risente delle differenze d’età e del livello socio-culturale, ed è influenzata dalla consuetudine ad usare la penna, rintracciabile nella velocità o nella semplificazione generale del testo da esaminare. Il modello calligrafico cambia nel tempo e nello spazio; all’inizio del secolo era improntato su forme rigide e inclinate, mentre adesso è verticale e meno normativo.

La forma della comunicazione scritta è indicativa del rapporto che si intende impostare. Una scrittura chiara o facilmente leggibile, in spazi esteticamente distribuiti, esprime il piacere di lasciare una gradevole immagine di sé. Talvolta il perfezionismo può nascondere ossessività, come una scrittura di difficile decifrazione può celare l’assenza di sensibilità nella comunicazione. Una scrittura calma può associarsi a passività quando i movimenti sono monotoni e le linee poco espressive, statiche, oppure – in relazione alla scorrevolezza e ad un tracciato regolare ma vivace, privo di tensioni – può rivelare concentrazione, elaborazione critica. Lo scarso controllo della chiarezza in una scrittura rapida può suggerire fretta di concludere, eccitazione, forte carica emotiva. La rapidità della scrittura può anche essere frutto di sbrigatività e scarso interesse per i propri impegni; in tal caso rivela un pensiero difficilmente regolabile, soprattutto se il livello qualitativo della scrittura è mediocre. La staticità del dinamismo, ossia quando non mostra un movimento animato verso destra, indica chiaramente l’esigenza di “essere”, “stare” e non di “andare verso”. E’ il segno degli introversi, di chi preferisce soffermarsi a riflettere, a elaborare, preferendo tenere per sé il frutto delle proprie produzioni. Anche nella scrittura fluida dobbiamo osservare se la qualità del grafismo è buona, chiara e leggibile nella sua vivacità, per poter affermare che lo scrivente è espansivo ma non invadente, disposto a relazionarsi con l’ambiente in modo aperto e collaborativo.  (Continua..) 


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L'autore - Carlo De Rossi



Carlo De Rossi (Torino, 1972). Educatore professionale con esperienze di progettazione e coordinamento. Consulente in psicologia della scrittura, redattore editoriale e conduttore teatrale attivo in progetti laboratoriali per disabili e adolescenti. Autore dei testi e regista della compagnia teatrale torinese ‘I Mattoni’ (psichiatria) dal 1999 al 2007. Finalista XXVI edizione del Premio Calvino per scrittori esordienti con il romanzo “Il Ventre della Regina” (Edizioni Joker, 2014). Ha pubblicato il manuale "Il Tarocco motivazionale - manuale per l'uso dei tarocchi nel coaching" (Miriagono Edizioni 2013, Pathos Edizioni 2018), la raccolta di pensieri “Diar’Io” (Pathos Edizioni, 2017) e il romanzo “Mortaio” (Pathos Edizioni, 2018). Scrive testi per brani musicali e articoli on line.

Carlo De Rossi ha pubblicato 18 articoli su GocceDiPsicologia


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