I 10 FALSI MITI SULLE EMOZIONI


L’essere umano è, per sua natura, un soggetto emotivo. Le emozioni permeano la nostra vita e ci influenzano in ogni momento. Imparare a riconoscerle ed accettarle è il primo passo per poter vivere una vita piena e felice, poichè sono le emozioni ad aver permesso di fatto la sopravvivenza della nostra specie. Nella mentalità comune vi sono diverse opinioni associate al tema delle emozioni, ma alcune sono profondamente errate.  Vediamo insieme 10 miti da sfatare su questo argomento:

1)   ESISTONO EMOZIONI POSITIVE ED EMOZIONI NEGATIVE

In realtà tutte le emozioni sono funzionali, se provate in modo non troppo intenso. Ciascuna emozione ha una sua funzione e serve al mantenimento della specie e della vita. Come vedremo nei punti successivi, anche le emozioni considerate “dannose” (come ad esempio la paura o la rabbia) possono avere risvolti utili. Inoltre non è l’emozione in sé ad essere negativa, quanto piuttosto il nostro modo di interpretare e vivere le emozioni che le rende gradevoli o sgradevoli;

2)   SE MI DISTRAGGO LA TRISTEZZA SPARISCE

Come vedremo anche nel punto 7, gli esseri umani sono naturalmente “programmati” per provare sentimenti ed emozioni. È possibile che distraendoci il senso di tristezza sparisca per un po’ o si affievolisca, ma è comunque destinato a tornare. Molto meglio allora accettare il momento negativo, accogliendolo (magari utilizzando un diario per annotare i nostri pensieri e riflessioni legate all’emozione). Molti studiosi hanno accertato l’utilità di tenere un diario personale per liberarsi dei momenti negativi: scrivere, così come parlare con qualcuno, sfogarsi e (perché no?) piangere può aiutare a sentirsi più leggeri e superare la tristezza;

3)   TUTTE LE EMOZIONI SONO PERMANENTI

Vi è mai capitato di sentire come,quando siete felici, quello stato di benessere sembra scappare via da un momento all’altro? Al contrario, nei momenti di tristezza, rabbia o disperazione il nostro malessere sembra non finire mai e ci chiediamo “mi sentirò sempre così?”. Le emozioni sono come le onde del mare, vanno e vengono e agitano il nostro animo in maniera costante. Il segreto per controllarle è imparare a vivere il presente, accogliere ciò che sentiamo e manifestarlo, consapevoli che tutto quello che proviamo non sarà eterno: in questo modo potremo godere degli attimi di felicità ed aspettare con pazienza e fiducia che i momenti negativi passino;

4)   SE NON ESPRIMO LE EMOZIONI NEGATIVE, LORO SPARIRANNO

Paradossalmente, non manifestando come ci sentiamo otteniamo l’effetto opposto e il nostro disagio aumenta. È come se ci trasformassimo in una pentola a pressione pronta a scoppiare da un momento all’altro. Accumulando tensioni da cui non riesce a liberarsi la nostra mente può allora far sì che l’angoscia psichica si trasformi in sintomi fisici, arrivando addirittura a farci ammalare, a volte in modo grave:

5)   BISOGNA ESSERE SEMPRE ALLEGRI

Come anticipato nel punto 1, ciascuna emozione ha la sua importanza e la sua funzionalità. Come ci insegna il cartone della Pixar “INSIDE OUT” non è possibile (ed è persino dannoso!) essere sempre felici. La vita è costellata da momenti belli e da difficoltà ed emozioni quali rabbia, paura e tristezza servono a farci riflettere, dare valore a quello che possediamo e a volte farci essere prudenti. Non esiste un’emozione più importante delle altre;

6)   NON BISOGNA MAI PROVARE RABBIA

Molte persone sono spaventate di fronte a questo sentimento: lo identificano come qualcosa di profondamente negativo, segno di qualcuno che non è in grado di controllare i suoi impulsi e pericoloso. In realtà, a giuste dosi, la rabbia può essere funzionale. Infatti si tratta di una emozione adattiva quando risveglia dalla passività e ci fa combattere per qualcosa che riteniamo giusto. La rabbia costruttiva ha in sé l’energia che permette di cambiare le cose;

7)   DI FRONTE AD UNA SOFFERENZA, FAR FINTA CHE NON ESISTA CI PRESERVA DAL DOLORE

Alcune persone applicano questa tattica di fronte ad eventi drammatici della loro vita, come incidenti o lutti. Il dolore è come congelato (anche se sempre presente, pur se negato) e si può correre il rischio di  nascondersi dietro comportamenti che sembrano riempire il vuoto facendo provare il gusto del rischio (penso alla scarica di adrenalina che deriva da esperienze rischiose oppure l’uso di droga). In realtà è molto importante elaborare il lutto e la perdita e fare i conti con le proprie emozioni;

8)   MOSTRARE EMOZIONI E’ SINTOMO DI DEBOLEZZA

In questo caso siamo di fronte ad un pregiudizio nato da condizionamenti sociali. Così come ci è stato insegnato che la donna deve essere remissiva e sensibile (quindi può piangere ma mai essere aggressiva!), vedere un uomo o un ragazzo piangere lo condannerà molto probabilmente all’appellativo di “femminuccia” o “debole”. Occorre diffondere una “cultura delle emozioni” e trasmettere la convizione che l’essere umano è forte proprio in virtù della sua natura vulnerabile e per la sua capacità di commuoversi, agitarsi, sentirsi triste o euforico.

9)   QUANDO PROVO UNA FORTE EMOZIONE POSSO CONTROLLARLA CON IL RAGIONAMENTO

Questa convinzione è totalmente sbagliata: è praticamente impossibile utilizzare la razionalità quando siamo preda di un forte sconvolgimento emotivo, sia esso di rabbia, dolore, paura o entusiasmo. La nostra mente non è lucida e quindi difficilmente in grado di prendere decisioni valide. Il rischio è di creare danni o scegliere in maniera avventata: in questi casi è meglio aspettare che la forte emozione passi (ad esempio “sbollire la rabbia” andando a fare una passeggiata) per poi rielaborare la situazione con più calma e prendere la decisione migliore;

10)  LA PAURA E’ IL MIO NEMICO

Come per la rabbia, anche la paura è in alcuni casi funzionale. Sin dai tempi più antichi questa emozione ha permesso la sopravvivenza della specie umana attivando l’organismo di fronte ai pericoli e alle minacce dell’ambiente esterno. Nella nostra mente, inoltre, avviene un meccanismo strano: vi siete mai accorti che se dite a voi stessi “non devo aver paura” di fronte ad una determinata situazione che vi spaventa, la paura aumenta e il nostro cervello sembra fare innalzare i livelli d’ansia? Si tratta di una reazione paradossale che si attiva ogni volta che cerchiamo di respingere un’emozione. Al contrario, accoglierla come qualcosa di naturale e utile in quel momento aiuta a calmarsi e diminuisce i livelli di ansia.


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L'autore - Paola Cannavò



Paola Cannavò (Ravenna, 1979). Psicologa e Pedagogista Clinica.  Laureata in Scienze della Formazione (Educatore professionale).Ho conseguito un Master di Specializzazione in Pedagogia Clinica e la Laurea specialistica in Psicologia Clinica e di Comunità. Lavoro da anni con minori e adolescenti collaborando con scuole ed associazioni, in particolare negli ambiti dei disturbi specifici di apprendimento,sostegno scolastico,autismo,difficoltà relazionali o ritardi cognitivi e linguistici. Nell’attività privata mi occupo di infanzia, sostegno alla famiglia e alla coppia, consulenza e sostegno psicologico ad adulti in situazioni di depressione, stati d’ansia, problematiche emotive, lavorative,relazionali. Mi potete trovare anche sul mio Blog dedicato al mondo della genitorialità e dell'infanzia www.genitorifelici.com

Paola Cannavò ha pubblicato 4 articoli su GocceDiPsicologia


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