Il bambino impara a parlare (0-12 mesi)


Il neonato nasce avendo già a disposizione un’enorme ricchezza di esperienze sensoriali, motorie ed emotive, ma una cosa estremamente interessante che caratterizza il piccolo appena venuto al mondo è la sua attitudine a rapportarsi con l’ambiente, la sua predisposizione per la scoperta di ciò che lo circonda, il suo interesse e la sua curiosità. Tutte queste stupefacenti caratteristiche sono la prima forma di comunicazione espressa dal bambino.

Per comunicazione infatti si intende qualsiasi scambio di stimoli, nel caso del neonato è quindi possibile parlare di una forma di comunicazione, che si esplica nei termini della sua fisicità, ma pur sempre di comunicazione si tratta.

Tutte le esperienze che fanno da feedback alla sua forma comunicativa sono esperienze necessarie per uno sviluppo sano; tutto ciò ce riguarda la relazione con il bambino ne favorisce una crescita corretta; questo perché il bambino, tramite le vostre risposte costruisce le proprie esperienze e le proprie conoscenze. Quindi parlate con il vostro bambino, cullatelo e lodate i suoi versi e i suoi movimenti, perché starete COMUNICANDO CON LUI e sicuramente una corretta comunicazione sin dai primi giorni di vita sarà un fattore positivo per lo sviluppo linguistico più avanti.

Accanto a questa forma di comunicazione fisica estremamente importante e quindi da non dimenticare troviamo la comunicazione verbale del piccolo che inizia a far sentire la propria voce attraverso versetti e vocalizzazioni. Ma anche il pianto è un modo con il piccolo comunica con noi, e questo le mamme lo sanno molto bene! Il bambino non è in grado di esprimersi a parole e quindi la sua voce, prodotta con i primi rudimentali movimenti degli organi fono articolatori, il pianto e i movimenti sono l’unico modo a sua disposizione per farci capire le sue emozioni e i suoi desideri; certo non sono facili da interpretare, ma pian piano ogni mamma impara a conoscere perfettamente il proprio bambino, e dedicandogli le adeguate attenzioni sarà presto in grado di entrare in questa nuova forma di comunicazione che vi farà comprendere il mondo del vostro piccolo, imparando a conoscerlo!

I primi versetti del bambino vengono chiamati vocalizzazioni perché vedono coinvolte in modo predominante le vocali, che sono i suoni più facili da produrre dal punto di vista di come gli organi fono-articolatori si devono, appunto, articolare tra loro. Visto che parliamo di comunicazione è importante che queste vocalizzazioni ricevano una risposta da parte del genitore o di chi sta in quel momento rivolgendo le proprie attenzioni al piccolo. Un modo in cui potete rispondere ai versetti del vostro bambino è quello di imitarli; in questo modo instaurerete una sorta di comunicazione con il bimbo  e gli insegnerete le regole base della comunicazione verbale fatta di stimoli e di risposte.  Un altro aspetto positivo dell’imitare le vocalizzazioni del bambino sarà quello che nascerà in lui la curiosità di fare lo stesso con le vostre produzioni. Lo sviluppo del linguaggio infatti si basa sull’ascolto e sull’imitazione del linguaggio che circonda il bambino. L’imitazione di ciò che sente è qualcosa di assolutamente fisiologico e non va continuamente incentivata chiedendo al bambino di ripetere, può essere stimolata cercando di rendere il piccolo il più possibile presente ai momenti di conversazione tra adulti o cercando di parlargli di più.

Attorno ai 6-8 mesi il bambino impara a produrre dei suoni che assomigliano a quelli delle consonanti ed ecco dunque che prenderà avvio la lallazione.

Lallazione è un termine che viene usato frequentemente, spesso viene chiesto ai genitori quando è iniziata…ma spesso non si ha esattamente in mente di cosa si tratta.

La lallazione comincia quando il bambino ripete,uno di seguito all’altro, dei suoni simili a sillabe, sempre uguali tra loro: ”mamama….” o “lalala….”. I suoni consonantici che sono più facili da produrre sono quelli che si producono con la semplice chiusura delle labbra, la /m/, la /p/, la /b/, quindi sarà molto probabile che i primi suoni prodotti dal piccolo siano proprio questi.

Ma i bambini crescono in fretta, ed altrettanto in fretta cominceranno a comparire le altre consonanti fino a quando attorno a 10-12 mesi di vita comparirà quella che viene chiamata lallazione variata, ossia quelle produzioni che consistono nella ripetizioni di sillabe che da questo momento non saranno più uguali tra loro, ma sarà possibile ascoltare stringhe di sillabe diverse.

Sempre attorno a questa fascia d’età è possibile assistere anche alla produzione delle cosiddette proto parole ossia quelle sequenze di consonanti e vocali che assumono però per il bambino un significato ben definito. Non le possiamo ancora definire parole, ma le si può riconoscere perché vengono utilizzate sempre nelle stesse situazioni e sempre per indicare la stessa cosa/persona.

Spesso le prime parole del piccolo sono influenzate dalla sua lallazione, cioè conterranno le consonanti che più il bambino ha “esercitato” e, come abbiamo detto prima, quelle che sono presenti da più tempo nella sua comunicazione sono le cosiddette bilabiali; ecco dunque che molto probabilmente le prime parole che dirà saranno “mamma” o “papà”; sia perché sono facili da produrre e simili alla lallazione, sia perché indicano le persone con cui condivide la maggior parte del suo tempo.

Da non dimenticare però è che ogni bambino è diverso da tutti gli altri, quindi ognuno di questi “step”  sarà diverso per ogni bambino, quindi non è necessario allarmarsi se il vostro piccolo non rispetta quelli che sono i tempi sopra citati, potete chiedere un consulto, questo si, capire quali sono i consigli che i professionisti hanno in serbo per voi…..ma lasciate a vostro figlio il tempo di cui ha bisogno!!


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L'autore - Michela Rota





Michela Rota ha pubblicato 8 articoli su GocceDiPsicologia


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