Il bambino impara a parlare (12-36 mesi)


Con la crescita, la capacità di esprimersi del bambino diventa sempre più importante e sempre più sicura. Il lungo percorso verso la comunicazione adulta è una strada fatta di esperimenti e sperimentazioni in cui il bambino impara a conoscere il modo che lo circonda ma impara anche a conoscere sé stesso e il proprio corpo; impara che suoni diversi corrispondono a movimenti diversi.

Da questo profondo viaggio alla scoperta di sé stesso il bambino approda al linguaggio e alla costruzione delle parole.

All’incirca tra i 12 e i 18 mesi il bambino giunge alla produzione di sillabe nuove mai prodotte prima grazie ai giochi di prolungamento delle vocali, rallentamento e accelerazione del ritmo di emissione del fiato.

È proprio in questo periodo che, grazie alla maggiore disponibilità di suoni che il bambino possiede, compaiono le prime parole che possono essere definite tali. Una caratteristica delle prime parole del bambino è che esse sono strettamente collegate al contesto, alla situazione in cui vengono prodotte.

Verso i 18 mesi spesso le parole del bambino stanno a rappresentare un’intera frase. L’abilità di costruzione della frase è un’abilità complessa che emerge pian piano e che si conclude molto tardi, ma le sue radici stanno proprio in quest’epoca precoce dove il bambino con una sola parola esprime l’intero contenuto di una frase. Producendo ad esempio “pappa” vorrà indicare che vuole la pappa e quindi che ha fame. Non temete di non essere in grado di decifrare i desideri del vostro bambino in quanto l’acquisizione del linguaggio è avvenuta nel vostro ambiente familiare in cui voi avrete visto crescere e migliorare il vostro piccolo, avrete imparato a riconoscere persino i suoi primi gridolini o versetti e sarete diventati degli ottimi decifratori dei suoi bisogni che sono stati per molto tempo espressi solamente dal pianto. Non è assolutamente il caso di spaventarsi quando compaiono le prime parole! Ve la caverete!

Inoltre bisogna tenere in conto che in questa sede stiamo prendendo in considerazione solo il linguaggio, ma il vostro piccolo non è fatto solo di parole, ma anche di gesti, sguardi e comportamenti così come di atteggiamenti; non abbiate timore  poiché sarà perfettamente in grado di farvi capire le sue necessità e i suoi desideri semplicemente accostando alle sue prime parole il gesto dell’indicare, che solitamente compare prima dei 12 mesi, oppure uno sguardo o un movimento del corpo che vi risulteranno chiarificatori.

Tra i 18 e i 24 mesi il vocabolario del bambino si arricchisce ancora di più e si giunge circa al completamento di metà del cosiddetto inventario fonetico: ciò significa che il bambino produce correttamente il 50% delle consonanti. A fronte di questo grande traguardo il linguaggio può risultare predominante rispetto ai gesti. Molti bambini però utilizzano il gesto come principale fonte di comunicazione ancora per diversi mesi.

In questa fascia d’età il bambino ha ormai imparato a sperimentare ed è diventato un ottimo investigatore, dunque la maggior parte di questo periodo viene impegnata per sviluppare e consolidare l’articolazione dei diversi suoni, il significato delle diverse parole e per l’acquisizione di nuovi termini. Quest’ultimo aspetto su cui il bambino si concentra in questo periodo darà poi origine alla cosiddetta esplosione del vocabolario. Il termine scelto per descrivere questo fenomeno è indicativo di ciò che accade alla quotidianità del bambino che ogni giorno è in grado di acquisire un numero enorme di nuove parole. Un nuovo passo verso il linguaggio adulto è rappresentato inoltre dal fatto che il bambino è in grado di denominare gli oggetti anche quando non sono presenti nel suo campo visivo.

All’incirca tra i due e i tre anni di età compaiono le prime abilità sintattiche, quindi la frase non appare più costituita solamente da una parola che indica tutto il corpo frasale, ma compaiono le prime composizioni di parole.

Come abbiamo già detto, nell’articolo a proposito dello sviluppo del linguaggio del bambino da 0 a 12 mesi, tutti i bambini sono diversi e la loro diversità è radicata anche nel modo e nei tempi dello sviluppo.

I professionisti sanitari saranno sempre a vostra disposizione per eventuali consigli o chiarimenti, ma non considerate i periodi sopra citati come assolutamente tassativi! Lasciate agio al vostro bambino, lasciate che scopra sé stesso nei tempi per lui consoni, stimolatelo comunicando con lui e mostrando curiosità verso gli oggetti e i loro nomi, indicate ciò di cui state parlando, ma non affrettate i suoi tempi, non fate in modo che l’acquisizione del linguaggio diventi qualcosa di urgente, obbligatorio e realizzabile solo nei tempi già definiti da altri, bensì fate in modo che sia divertente, simpatico, appassionante e….. personale!


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L'autore - Michela Rota





Michela Rota ha pubblicato 8 articoli su GocceDiPsicologia


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