Il mito di Babbo Natale


Curiosando su internet mi sono imbattuta in un articolo davvero curioso che racconta di una bambina che scrisse, nel 1897, questa letterina al direttore di un’importante testata giornalistica americana:

Caro direttore, ho otto anni. Alcuni dei miei piccoli amici dicono che Babbo Natale non esiste. Mio papà mi ha detto: ‘Se lo vedi scritto sul Sun, sarà vero’. La prego di dirmi la verità: esiste Babbo Natale?”.
La risposta del giornalista fu: “I tuoi amici si sbagliano. Sono stati contagiati dallo scetticismo tipico di questa era piena di scettici. Non credono a nulla se non a quello che vedono. Sì, Babbo Natale esiste. Esiste così come esistono l’amore, la generosità e la devozione, e tu sai che abbondano per dare alla tua vita bellezza e gioia. Cielo, come sarebbe triste il mondo se Babbo Natale non esistesse! […] Nessuno vede Babbo Natale, ma non significa che non esista. Le cose più vere del mondo sono proprio quelle che né i bimbi né i grandi riescono a vedere”.

In pieno clima natalizio non si può non parlare di Babbo Natale e perché non iniziare dalle sue origini, una mescolanza di culture e tradizioni folcloristiche europee.
Le leggende su Babbo Natale spesso coincidono con un personaggio storico, il vescovo cristiano Nicola, noto per le sue grandi elargizioni di denaro e doni ai più poveri, vissuto nel IV secolo nella città di Mira, città turca e provincia dell’impero bizantino.
Si dice che il vescovo Nicola, poi divenuto santo, per diffondere il cristianesimo nei luoghi dove i bambini non potevano uscire e recarsi in chiesa a causa delle temperature gelide, iniziò a recarsi nelle case portando con sé un dono per ogni bambino, mentre i parroci trasportavano i doni su una slitta trainata da cani. Le spoglie di San Nicola di Mira vennero poi trasferite a Bari dove fu costruita una Basilica in suo onore nel 1087.

Nel Medioevo si diffuse in Europa l’uso di commemorare questo episodio con lo scambio di doni nel giorno del santo (6 dicembre). Nei Paesi Bassi, in Belgio, in Austria e in Germania viene ancora rappresentato con abiti vescovili e con una folta barba. Nei Paesi protestanti san Nicola perse l’aspetto del vescovo cattolico ma mantenne il ruolo benefico col nome di Santa Claus. I festeggiamenti si spostarono alla festa vicina più importante, il Natale.

L’omone con la barba bianca e il sacco pieno di regali nacque in America dalla penna di Clement Moore, che  scrisse, nel 1822, una poesia in cui lo descriveva così come tutti lo conosciamo. Questo nuovo Santa Claus ebbe successo, e dagli anni Cinquanta conquistò anche l’Europa diventando, in Italia, Babbo Natale.

La tradizione vuole che i bambini scrivano una lettera a Babbo Natale in cui chiedere i doni spiegando quanto sono stati buoni durante l’anno. Con l’avvento dell’era moderna sono state poi ideate una serie di iniziative per garantire la persistenza di questo mito, in molti paesi, ad esempio, le poste accettano le lettere dei bambini e i dipendenti postali rispondono alle richieste con cortesia.

Babbo Natale esiste davvero?
Quanti genitori si saranno trovati di fronte a questa domanda e un po’ smarriti si saranno chiesti quale fosse la migliore risposta da dare!

L’età della consapevolezza arriva intorno ai 7 anni, quando i bambini iniziano a porsi interrogativi più seri e articolati. Però, è sempre il caso di capire cosa ha portato nostro figlio ad avere questo dubbio, possiamo quindi chiedergli in cosa crede lui. L’aver posto questo interrogativo non equivale ad essere pronto a conoscere la verità! E’ bello credere in qualcosa di magico e di puro, lasciamo vivere i bambini il più a lungo possibile nella magia del Natale.

Se invece il bambino è abbastanza grande e percepiamo dalla nostra chiacchierata che sia pronto a “sapere la verità” possiamo dargli, innanzitutto, delle spiegazioni, è riduttivo dire che Babbo Natale non esiste e che è soltanto una creazione fantastica per i più piccoli. Ad esempio, possiamo raccontargli le radici storiche di questo personaggio, che San Nicola era una persona reale e che la maggior parte delle persone sceglie di continuare a onorare la tradizione in sua memoria e di lasciare i regali sotto l’albero. Possiamo raccontargli la nostra esperienza, come abbiamo reagito quando i nostri genitori lo hanno detto a noi? E’ importante fargli capire che non lo abbiamo preso in giro per anni, quella di Babbo Natale è una bella storia magica che va tramandata e in cui tutti i bambini hanno il diritto di credere, in fondo è una cosa gioiosa!
Rendiamolo partecipe, facciamogli capire quanto sia importante mantenere il segreto con i bambini più piccoli perché Babbo Natale incarna lo spirito natalizio, lui vive in tutti noi e continuerà sempre a rallegrare il cuore di grandi e piccini, d’altronde, come scrisse quel giornalista, le cose più vere del mondo sono proprio quelle che non si possono vedere.


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L'autore - Barbara Figuera



Sono la dottoressa Barbara Figuera, pedagogista laureata presso l'Università degli Studi di Catania con laurea triennale in Scienze della Formazione e laurea specialistica in Scienze Pedagogiche. Ho conseguito un corso di perfezionamento in "Tecniche comportamentali per bambini con disturbi autistici ed evolutivi globali" e un corso di specializzazione in "Coordinamento pedagogico dei servizi educativi per l'infanzia". Ho ampliato la mia formazione con altri corsi di formazione inerenti il campo della progettazione educativa e della gestione delle risorse umane.

Barbara Figuera ha pubblicato 13 articoli su GocceDiPsicologia


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