La disoccupazione prolungata modifica la personalità


La disoccupazione di lunga durata, si sa, ha degli effetti devastanti, ormai più che studiati, sulla vita sociale e relazionale di una persona.

La mancanza di lavoro a lungo termine causa infatti una compromissione significativa del benessere psicofisico di un individuo; la ragione è di facile comprensione.

I disagi che questa situazione di inoccupazione può portare inoltre ad una modifica della percezione che una persona ha di sè, dallo schema dei propri valori al senso di controllo sugli eventi della propria vita.

La persona tende perciò a perdere fiducia nel futuro e a mettere in atto comportamenti disadattivi guidati dalla demotivazione e dalla frustrazione.

Uno studio condotto dal Behavioural Science Centre dell’Università di Stirling, Regno Unito, pubblicato sul Journal of Applied Psychology dell’American Psychological Association, ha dimostrato come la disoccupazione prolungata possa addirittura causare modifiche significative all’intero assetto personologico dell’individuo.

Sebbene la personalità sia considerata stabile lungo l’asse temporale, vi sono alcune dimensioni che la caratterizzano, quali la scrupolosità, la disponibilità, l’operatività e l’apertura all’esperienza, che tendono gradualmente a diminuire in caso di disoccupazione prolungata. Tale logoramento di questi aspetti risulta essere strettamente correlato ad una perdita di motivazione intrinseca che, se perpetrata in modo continuativo nel tempo, può condurre a cambiamenti stabili nella personalità di un soggetto.

I risultati ottenuti dallo studio sopracitato hanno dimostrato come i partecipanti al progetto, che si trovavano inoccupati al momento della ricerca, riportavano significativi modelli di cambiamento nei tratti di personalità che abbiamo illustrato, rispetto alle persone con lavoro ed alle persone ritornate a lavorare dopo un periodo di disoccupazione, che riportavano cambiamenti poco significativi.

L’aspetto dannoso di questa situazione consiste proprio nel fatto che si viene a creare una sorta di circolo vizioso per cui perdita di motivazione e prolungamento della disoccupazione diventano reciprocamente interdipendenti.

Le conclusioni a cui lo studio è giunto ci fanno pensare come la disoccupazione non solo costituisca un aspetto negativo per l’economia di un Paese, ma risulta essere anche un rischio per la salute psicofisica di una persona che dovrebbe essere al contrario tutelata.

Riferimenti bibliografici
“Personality Change Following Unemployment,” by Christopher J. Boyce, PhD, and Alex M. Wood, PhD, University of Stirling and University of Manchester; Michael Daly, PhD, University of Stirling; and Constantine Sedikides, PhD, University of Southampton, Journal of Applied Psychology; online, Feb. 9, 2015.


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L'autore - Marianna Roglio



Marianna Roglio (Bergamo, 1988). Psicologa laureata con lode in Psicologia Clinica presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Fortemente interessata verso l'area clinica e della salute, in particolare verso la psicosessuologia, la psicologia forense e la psicologia del lavoro. Attualmente impegnata come psicologa del lavoro, ha partecipato a progetti di ricerca in contesti ospedalieri atti a valutare la qualità di vita del paziente con patologia organica e lavorato come educatrice nelle scuole primarie con bambini con difficoltà scolastiche.

Marianna Roglio ha pubblicato 12 articoli su GocceDiPsicologia


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