Perché non vai da uno psicologo? Non sono mica matto!!!


Oggi sono ancora molte, purtroppo, le persone che associano la figura dello Psicologo al dottore dei matti, e che di conseguenza rinunciano ad un valido aiuto per paura di sentirsi “pazzo” o di essere considerato tale dagli altri. Mi è capitato di sentire persone commentare la mia professione con frasi simili a “io sono intelligente, non ho bisogno che qualcuno mi dica cosa devo fare per stare bene” o “ho tirato su tre figli da sola, faccio due lavori e sono una mamma, per quale motivo non dovrei essere in grado di gestire un periodo di stress?” oppure ancora “ho così tanti amici che mi ascoltano e mi consigliano, perché devo pagare tutti quei soldi per raccontare i fatti miei a una persona che non mi conosce?”.

Sono ancora molti i falsi miti che circondano la figura dello Psicologo: chi lo associa a farmaci da assumere per tutta la vita, chi pensa a interminabili e costosissime terapie, chi crede che in una seduta si faccia la stessa chiacchierata che si fa con il vicino. Quando lo Psicologo ha a che fare con i bambini allora diventa la maestra, il signore dei giochi, l’amica della mamma che ti fa chiacchierare, e spesso la terapia diventa un segreto di famiglia che non deve essere rivelato per evitare possibili discriminazioni.

 

Chi è lo psicologo?

La Legge n°56 del 18 febbraio 1989 (Ordinamento della Professione di Psicologo), definisce che: “La professione di Psicologo comprende l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito

Lo Psicologo è un professionista che si occupa certamente di psicopatologia, ma il suo lavoro riguarda più in generale la salute e il benessere di individui, famiglie, coppie, aziende e organizzazioni. Lo Psicologo non opera soltanto nel campo della malattia mentale, ma si occupa di prevenzione del disagio, benessere personale, attivazione delle risorse e sviluppo delle potenzialità. Non è quindi necessario essere malati per rivolgersi ad uno Psicologo. Allo stesso tempo, qualora si sentisse il bisogno di rivolgersi ad un professionista per affrontare una situazione di malessere, sentirsi “pazzi” rappresenta un’errata valutazione della realtà: la malattia mentale, o malattia psichica, non necessariamente è da ricondurre alla pazzia. A tutti può capitare di attraversare periodi di difficoltà, ogni persona li affronta in maniera differente e in tempi differenti, a seconda di una serie di fattori (storia personale, risorse disponibili nell’immediato, presenza di una valida rete di supporto, etc,..).

Spesso lo psicologo viene ritratto come l’esperto, che conosce l’assoluta verità su ogni cosa, che sa come comportarsi in ogni situazione e che è superiore a chi gli siede di fronte: non è affatto così: lo Psicologo è un essere umano, che ha opinioni, atteggiamenti e comportamenti che a volte, come nel caso di qualsiasi altra persona, possono essere sbagliati o quantomeno messi in discussione. Si tratta però di una persona esperta in psicologia, che ha seguito un lungo percorso di studio e formazione, e che mette a disposizione dell’utente le proprie conoscenze per guidarlo verso un obiettivo. Lo Psicologo non detta regole di vita che vanno seguite alla lettera, non ha una formula magica per risolvere una situazione in mezz’ora, ma insieme al paziente lavora per raggiungere un obiettivo comune. Nella sua stanza ci sono due persone, ed entrambe partecipano al percorso, insieme, unendo forze e conoscenze: lo Psicologo aiuta il paziente nella comprensione di sé, dei propri atteggiamenti e dei propri pensieri, ma senza il contributo del paziente nella descrizione di sé e dei suoi pensieri, il lavoro del professionista diventa estremamente difficile.

Lo Psicologo opera in diversi ambiti, non solo individuale o familiare, come abbiamo già detto, ma anche aziendale. Ecco quindi che questa figura può essere d’aiuto per gestire problematiche relazionali all’interno dell’azienda, per la prevenzione del disagio lavorativo, per ottimizzare le risorse di un gruppo e favorire la cooperazione all’interno di un ambiente lavorativo. A scuola, lo Psicologo opera ad esempio per la prevenzione di difficoltà scolastiche, per promuovere percorsi di alfabetizzazione emotiva, per favorire la cooperazione e il rispetto della diversità. Lavora nel campo dell’orientamento ed è presente per far fronte a situazioni di insicurezza e paura verso il futuro che possono coinvolgere gli studenti. Nello sport, lo Psicologo opera per favorire la motivazione, il rilassamento e la concentrazione prima di una gara, o partecipa alla preparazione psicofisica degli atleti durante gli allenamenti.

Condividiamo un importante contributo fornito dall’Ordine degli Psicologi della Lombardia (OPL), per un approfondimento più preciso sulla figura dello Psicologo. Lo trovate a questo indirizzo.

Qui invece, sempre tramite OPL, un esaustivo documento su quelli che sono gli atti tipici della nostra professione.

 

Perché andare dallo psicologo?

Chiedere aiuto è difficile, spesso ci fa sentire incapaci e per molti rappresenta un fallimento per non essere stati in grado di superare la difficoltà con le proprie forze. In realtà, la decisione di chiedere aiuto è una scelta matura e denota la volontà di mettersi in gioco per cambiare la situazione: ci vuole coraggio per questo, non bisogna sentirsi deboli. Andare dallo Psicologo non significa consegnare ad un meccanico un’auto che non funziona più per poi ritirarla come nuova. Rivolgersi ad un professionista significa invece prendersi la responsabilità di un cambiamento, partecipare, insieme allo Psicologo, alla risoluzione di un problema, impegnare le proprie risorse per uscire da una situazione di stallo.

Diversi motivi spingono le persone a rivolgersi ad uno psicologo. Alcuni sentono la necessità di conoscere meglio se stessi, comprendere i propri atteggiamenti e la natura della propria personalità, altri ancora si rivolgono ad un professionista nel momento in cui lamentano (spesso da molto tempo) una situazione di disagio interiore (ad esempio tristezza eccessiva, ansia, insonnia, problemi sul lavoro, etc..). Lo Psicologo può essere d’aiuto a tutti coloro che desiderino incrementare il proprio benessere psicologico, ottimizzando le risorse a disposizione e migliorare la qualità della propria vita. Egli rappresenta una fonte di appoggio e di supporto nelle fisiologiche crisi evolutive o di adattamento ad eventi significativi (ad esempio l’ingresso a scuola, l’adolescenza, la perdita del lavoro, un divorzio, una gravidanza, un lutto, etc..).

Si rivolgono allo Psicologo anche persone che desiderano ridurre e gestire una situazione di forte stress, o che sentono la necessità di essere più consapevoli rispetto alle proprie potenzialità e ai propri limiti. Aumentare il senso di consapevolezza sulla propria vita e sulla propria personalità è spesso uno degli obiettivi che spinge un individuo (considerato sano dalla società) a rivolgersi ad uno Psicologo.

Risulta importante rivolgersi ad uno specialista in diverse situazioni, come ad esempio:

  • Quando si sperimenta una situazione di disagio che diventa insopportabile e pare insuperabile;

  • Quando ci si rende conto che il malessere condiziona e modifica le abitudini di vita;

  • Quando si sente di non poter più continuare a vivere in una determinata maniera;

  • Quando si soffre di problematiche fisiche (es. mal di testa, mal di stomaco, insonnia) che non hanno origine medica;

  • Quando si sente di non essere più in grado di affrontare la quotidianità con le stesse risorse di un tempo;

  • Quando ci si sente eccessivamente tristi o preoccupati;

  • Quando si evitano situazioni che in passato non creavano alcun problema;

  • Quando il nostro comportamento è cambiato radicalmente, senza apparente motivo (es. eccessiva rabbia o estrema passività di fronte agli eventi quotidiani);

  • Quando una persona cara sta soffrendo e non si sa come aiutarlo.

 
 
 


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L'autore - Valentina Lombardi



Valentina Lombardi (Saronno, 1986). Psicologa ad indirizzo clinico e dell’età evolutiva. Specializzanda in Psicoterapia cognitivo-comportamentale presso la scuola ASIPSE di Milano. Laureata con lode presso la Facoltà di Psicologia dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Ha conseguito un Master in valutazione, diagnosi e trattamento dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento ed è applicatrice del Metodo Feuerstein PAS Standard. Come libera professionista si occupa principalmente di consulenza psicologica ad adulti, adolescenti e bambini, DSA e difficoltà scolastiche, potenziamento cognitivo, problemi comportamentali ed emotivi, ansia, depressione, e addestramento al rilassamento.     Seguila su Facebook, Twitter e Google+

Valentina Lombardi ha pubblicato 30 articoli su GocceDiPsicologia


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