Quando la coppia entra in crisi


Accade a volta, o più frequentemente a seconda delle situazioni, che anche le coppie più innamorate possono passare momenti di crisi e di dubbio che, se non affrontati nel modo giusto, possono portare alla rottura e alla separazione.

In questo articolo analizziamo insieme quelle modalità comportamentali che logorano la vita di coppia e che, proprio per questo motivo, vengono definite dallo psicologo J. Gottman “i quattro cavalieri dell’Apocalisse”. Essi sono: la critica, il disprezzo, il contrattacco e il muro di silenzio.

Vediamoli uno ad uno per comprenderne meglio il significato e l’impatto che possono avere all’interno della coppia e analizziamo insieme le possibili strategie per prevenirli o, quando ormai è troppo tardi, affrontarli.

Critica

La critica consiste nel lamentarsi con il partner attaccando la sua identità invece che soffermandosi su ciò che è accaduto realmente: rappresenta l’espressione di un giudizio sulla personalità e fa sentire, chi lo riceve, come portatore di un “difetto” che non può essere cambiato in quanto appartenente alla propria natura. La critica, in quanto è molto più di una semplice lamentela, diviene spesso l’espressione di una rabbia e di una frustrazione covate nel tempo e lentamente aumentate a dismisura, spesso nutrite dall’indifferenza del partner. Per ovviare a questo modalità relaziona disadattiva, quando esprimete le vostre emozioni, tenete conto dei seguenti consigli:

1. Evitate di offendere il partner nella sua personalità, ma basatevi unicamente sui fatti;
2. Evitate di utilizzare termini assoluti come “sei sempre”, “non sei mai”, “non mi sarei mai aspettato/a che”;
3. Comunicate le vostre emozioni e come vi siete sentiti quando il vostro compagno/a si è comportato in un certo modo.

Disprezzo

Il disprezzo rappresenta una critica elevata all’ennesima potenza e, solitamente, nasce dalla disapprovazione per alcuni comportamenti del partner, comportamenti che, quando sono ripetuti nel tempo, vanno ad alimentare un crescendo di pensieri meschini che sfociano in un desiderio di vendetta più o meno cosciente. Il disprezzo può manifestarsi attraverso insulti, offese, sarcasmo o, il più delle volte, attraverso il linguaggio del corpo.

Per cercare di ovviare a questa pericolosa minaccia della vita di coppia bisognerebbe prestare molta attenzione alle proprie emozioni e agli schemi ripetitivi che siamo maggiormente propensi a mettere in atto. L’alternativa consiste proprio nel cercare di sostituire le idee negative e tossiche con frasi più amorevoli, provando a dialogare insieme del problema una volta che le emozioni negative risultano depotenziate.

Contrattacco

Quando le liti si trasformano in veri e propri attacchi verbali, nel partner colpito, si innesca una reazione fisiologica e arcaica chiamata fight or flight, che può portare a due, sole, possibili risposte: il contrattacco o la sopraffazione.

Bisognerebbe cercare di non pensare all’attacco in sé per sè, ma alla ricerca di una minima verità in ciò che ci viene contestato: potremmo scoprire qualcosa di noi e del nostro rapporto a due che non abbiamo mai considerato e parlarne insieme.

Muro di silenzio

Quando si verifica il muro di silenzio, solitamente, il rapporto, ormai caratterizzato da critiche, disprezzo e aggressività, risulta ormai giunto al suo termine. Si innesca così, sia nel partner che eregge il muro sia in quello che lo subisce, un turbine di emozioni negative alimentate da frustrazione, rabbia, rifiuto e sentimenti ostili che, se non viene fermato in tempo, può portare alla violenza fisica come culmine di un’estrema disperazione interiore.

Le strategie che si possono adottare per superare questo arduo ostacolo possono essere:

  • se siete voi ad aver eretto il muro di silenzio: fate uno sforzo per ritrovare il dialogo e per rispondere al partner quando cerca un contatto;
  • se siete la persona che cerca di comunicare: fate attenzione al modo in cui lo fate e alle parole che utilizzate per mettervi in contatto con l’altro.

Una volta abbassato il muro, si può iniziare ad ascoltare l’altro in modo empatico, esprimendo le proprie emozioni in maniera matura e adattiva.

Prima la coppia, o uno dei due partner, si accorge della presenza dei “quattro cavalieri dell’Apocalisse”, più possibilità ci sono di riuscire a salvare il rapporto e di riuscire a vivere più serenamente insieme.


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L'autore - Marianna Roglio



Marianna Roglio (Bergamo, 1988). Psicologa laureata con lode in Psicologia Clinica presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Fortemente interessata verso l'area clinica e della salute, in particolare verso la psicosessuologia, la psicologia forense e la psicologia del lavoro. Attualmente impegnata come psicologa del lavoro, ha partecipato a progetti di ricerca in contesti ospedalieri atti a valutare la qualità di vita del paziente con patologia organica e lavorato come educatrice nelle scuole primarie con bambini con difficoltà scolastiche.

Marianna Roglio ha pubblicato 12 articoli su GocceDiPsicologia


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