Raccontate le favole ai vostri bambini


La maggior parte di noi forse ricorderà i propri genitori intenti a raccontarci fiabe prima di andare a nanna, molti, magari più grandicelli, le leggevano da soli e ne restavano incantati, altri hanno invece dovuto aspettare l’ingresso a scuola per poter leggere una fiaba.

Quello del racconto è un momento fondamentale a qualsiasi età. Anche durante la gravidanza, il suono della voce materna costituisce un importante stimolo sensoriale. Mano a mano che il bambino cresce, il racconto può arricchirsi di particolari e trasmettere preziosi insegnamenti.

 

Cos’hanno di tanto speciale le fiabe che si raccontano ai bambini? E perché è così importante raccontarle?

Le fiabe sono innanzitutto uno speciale mezzo di comunicazione da utilizzare con i bambini. Questo perché utilizzano immagini facilmente comprensibili dai bambini che, se molto piccoli, non sono in grado di comprendere concetti astratti e non afferrano completamente la sequenza temporale degli eventi e le strutture di causa-effetto. Le fiabe utilizzano un linguaggio semplice, immaginario, magico e simbolico che i bambini sanno presto comprendere.

Raccontare una fiaba ad un bambino rappresenta inoltre una speciale occasione per trascorrere tempo esclusivo, dedicato solo a voi, per voi! E in un mondo tanto veloce e caotico, ritagliarsi dei momenti da trascorrere con i propri figli rappresenta sicuramente un’opportunità da non perdere. Il rito della fiaba prima di andare a dormire, rassicura i bambini, li tranquillizza e rende questo momento della giornata meno difficile.

 

 Come raccontare una favola?

In commercio esiste ormai una notevole quantità di letteratura per l’infanzia, anche se i genitori possono cimentarsi nell’inventare una storia improvvisata.  Fatevi aiutare dai bambini ad inventare una storia, fate scegliere a loro il protagonista, lasciate che vi indichi le sue caratteristiche, il suo abbigliamento, e l’ambientazione della storia. Durante il racconto, coinvolgete il bambino chiedendogli opinioni sul personaggio o sulle sue azioni, e fate attenzione alle sue reazioni: se vi sembra eccessivamente spaventato continuate la storia addolcendo ancora di più il finale.

 

Quali fiabe raccontare ai bambini?

Alcuni genitori cercano di proteggere i propri figli ritenendoli troppo piccoli per essere esposti a fiabe con contenuti negativi, aggressivi e “violenti”. Queste persone raccontano ai loro bambini soltanto fiabe a lieto fine o in cui vengono esposti soltanto sentimenti positivi di amore e amicizia. Le storie con personaggi esclusivamente positivi, risultano poco veritiere e non permettono una totale identificazione: il mondo reale non è così! Il mondo vero è purtroppo fatto anche di dolore, sofferenza, incomprensioni e difficoltà da superare ogni giorno. Le fiabe hanno un modo tutto speciale per comunicare qualcosa: comunicano che le difficoltà esistono e possono essere superate, comunicano che esistono persone buone e persone meno buone, comunicano che non tutto è rose e fiori e che ogni tanto è possibile attraversare momenti di tristezza e infelicità. Risulta importante dare ai bambini gli strumenti per conoscere, capire e fronteggiare anche le situazioni più difficili quindi ben vengano le fiabe in cui i protagonisti debbano attraversare momentanee difficoltà. Inoltre non dimentichiamo che il bambino sperimenta nella sua quotidianità sentimenti aggressivi e/o distruttivi che risultano assolutamente normali nel suo processo di crescita ed è quindi corretto dargli la possibilità di proiettare tali sentimenti verso il personaggio cattivo, permettendogli di identificarsi con l’eroe della fiaba, vissuto come positivo. Le fiabe hanno il potere di preparare alla vita e risultano rassicuranti proprio perché, coinvolgendo le paure più profonde ci accompagnano verso il lieto fine. Raccontare fiabe con contenuti negativi, come ad esempio lutti, separazioni, episodi di rabbia, serve a smussare ansie e preoccupazioni e fornisce modi per affrontarle o superarle.

 
 
 


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L'autore - Valentina Lombardi



Valentina Lombardi (Saronno, 1986). Psicologa ad indirizzo clinico e dell’età evolutiva. Specializzanda in Psicoterapia cognitivo-comportamentale presso la scuola ASIPSE di Milano. Laureata con lode presso la Facoltà di Psicologia dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Ha conseguito un Master in valutazione, diagnosi e trattamento dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento ed è applicatrice del Metodo Feuerstein PAS Standard. Come libera professionista si occupa principalmente di consulenza psicologica ad adulti, adolescenti e bambini, DSA e difficoltà scolastiche, potenziamento cognitivo, problemi comportamentali ed emotivi, ansia, depressione, e addestramento al rilassamento.     Seguila su Facebook, Twitter e Google+

Valentina Lombardi ha pubblicato 30 articoli su GocceDiPsicologia


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