Si possono sconfiggere le proprie Fobie?


Diversi studi scientifici sostengono che la psicoterapia di stampo cognitivo-comportamentale sia il trattamento elettivo per le fobie. Numerosi sono infatti i dati disponibili in letteratura che ne dimostrano l’efficacia.

 

Come si sviluppa il trattamento cognitivo-comportamentale delle fobie?
Qui di seguito esporrò due fra i principali trattamenti per le fobie tipici della terapia cognitivo-comportamentale e più nello specifico di tipo comportamentale, con i dovuti esempi in modo da dare un’idea generale della modalità pratica di trattamento. Ovviamente la terapia non si esaurisce in queste due tecniche e non è certo che il vostro terapeuta vi proporrà uno di questi due trattamenti, suo compito sarà infatti quello di individuare la causa della fobia e proporre esercizi mirati alla sua risoluzione..

Flooding: è un tipo di trattamento che espone la persona fobica a ciò che teme per periodi sempre più elevati con il fine di rimuovere la paura dallo stimolo. Ovviamente richiede una fortissima motivazione da parte del soggetto fobico in quanto viene a trovarsi fin da subito, e senza gradazione, di fronte alla sua fobia.
Esempio pratico: una persona soffre di claustrofobia e ha trovato un lavoro molto prestigioso e ben retribuito, il problema è che il suo ufficio si trova al 20esimo piano di un palazzo e lui non ha mai preso l’ascensore a causa della sua fobia. Tra 15 giorni dovrà cominciare la sua mansione; si reca da uno psicoterapeuta cognitivo-comportamentale e gli viene proposto il flooding. Lui accetta e il terapeuta comincia la terapia: il primo step consiste nel chiudersi in uno stanzino al buio (paziente e terapeuta) e rimanerci per 4 ore. Ecco perché ci vuole una motivazione fortissima, in questo caso c’è in quanto il paziente ha avuto una grande occasione e non vuole perderla per nessuna ragione. Il giorno dopo, se il terapeuta lo ritiene adeguato, potrebbe già accompagnarlo a fare un giro per diversi ascensori. Anche se questo trattamento può sembrare brutale, vi assicuro che è il più rapido per estirpare una fobia, ma ripeto, è necessaria una motivazione molto forte.

Esposizione graduata: in questo tipo di trattamento la persona fobica viene esposta “gradualmente” allo stimolo temuto in modo da generare l’abituazione allo stimolo e quindi l’assenza di fobia. Questa terapia è molto più soft della precedente ma ovviamente richiede di tempi più lunghi. Questo tipo di trattamento si compone di due tipi di esposizione: una immaginativa e una in vivo. Nella fase immaginativa il soggetto viene invitato dal terapeuta a immaginare lo stimolo temuto e a tenerlo in mente nonostante provi una forte ansia. Una volta che lo stimolo immaginato non genera più ansia, si passa alla fase in vivo. Vi presento un esempio per comprendere meglio: un soggetto ha la fobia delle lucertole e, vivendo in campagna, la sua vita è tempestata di stimoli fobici. Per superare questo problema si rivolge ad un terapeuta che gli propone un’esposizione graduata. Come detto sopra, il soggetto viene invitato ad immaginare lo stimolo temuto e, con l’aiuto del terapeuta, gestisce la sua ansia nei confronti dello stimolo. A differenza del flooding, ogni seduta di esposizione graduata ha la durata di un’ora, e di solito dopo un paio di sedute in fase immaginativa si passa alla fase in vivo. Dato che questo tipo di esposizione è “graduata”, si partirà dallo stimolo meno fobico per il paziente fino a raggiungere quello maggiormente ansiogeno. In questo caso verrà prima mostrata un disegno di una lucertola in bianco e nero, poi una a colori, poi una foto di una lucertola, poi un filmato, fino a portare il paziente a toccare una lucertola in carne ed ossa. Il passaggio da uno step all’altro si ha quando il paziente non prova nessuna ansia per lo stimolo presentato.

 

Per concludere

Non ci si deve vergognare delle proprie fobie, di qualsiasi entità siano. Nel caso in cui queste dovessero essere tali da ostacolare la vita del soggetto, allora risulterebbe utile richiedere l’intervento di uno specialista per l’eliminazione dell’ansia.


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L'autore - Augusto Criscuolo



Mi chiamo Augusto Criscuolo e sono laureato in Psicologia. Ho conseguito una laurea Triennale in Scienze Psicologiche (Indirizzo "Gruppi e comunità") ed una laurea Magistrale in Psicologia (Indirizzo "Clinica e della Salute") con votazione 110 e lode. Ho svolto un tirocinio formativo Pre-Laurea Triennale di 250 ore presso il Centro di solidarietà di Pescara (CEIS) per l'inserimento di pazienti tossicodipendenti in comunità, e un tirocinio Post-Laurea Magistrale di 1000 ore presso la comunità terapeutica "Villa del principe" a Genova  specializzata nei disturbi alimentari. Ho da poco ottenuto l'abilitazione alla professione di psicologo e sono in attesa di iscrivermi all'albo . Attualmente frequento il secondo anno della scuola di specializzazione Cognitivo-Comportamentale "Istituto Miller".

Augusto Criscuolo ha pubblicato 2 articoli su GocceDiPsicologia


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